Questo nuovo bacino di demodulazione regola il rilascio dell’acqua turbinata dalla centrale idroelettrica del Ritom e di quella di Stalvedro, attenuando le variazioni improvvise di portata che possono compromettere l’equilibrio ecologico del fiume Ticino. Con una capacità di 100’000 m³, il bacino consente di modulare i flussi in modo più graduale, evitando impatti negativi su fauna acquatica, sedimenti e habitat.
Scogliere irregolari, difese intelligenti
Accanto al bacino sono state realizzate scogliere irregolari che proteggono le rive dall’erosione. A differenza delle difese spondali tradizionali, queste strutture non sono rigide né uniformi: sono composte da massi disposti con forma e orientamento variabili, creando cavità, zone d’ombra e rallentamenti del flusso.
Habitat ricchi di vita
Questi spazi offrono rifugio a numerose specie come trote, macroinvertebrati, anfibi e piccoli mammiferi, che trovano nicchie adatte per ripararsi, alimentarsi o riprodursi. Inoltre, la struttura discontinua favorisce la deposizione di sedimenti fini e lo sviluppo della vegetazione, aumentando la complessità ecologica dell’intero tratto fluviale.
Ingegneria e natura insieme
L’intervento risponde contemporaneamente a esigenze di sicurezza idraulica e tutela ambientale. Offre infatti una protezione efficace delle infrastrutture e allo stesso tempo promuove la rinaturazione e la biodiversità del fiume.
Lo sapevi che… le scogliere ecologiche durano di più di quelle rigide, perché si adattano ai cambiamenti del fiume?