In alcuni tratti del fiume Ticino, in particolare in prossimità delle infrastrutture strategiche e delle aree più esposte, sono stati realizzati interventi di innalzamento degli argini per contenere portate elevate legate agli eventi di piena dove non è possibile ampliare lo spazio del corso d’acqua.
L’obiettivo è duplice: da un lato garantire la sicurezza idraulica, vale a dire evitare esondazioni che possano danneggiare opere e territorio; dall’altro integrare le arginature in un sistema fluviale più complesso, dove la protezione convive con la rinaturazione. Gli argini sono stati progettati in modo da conservare una certa permeabilità visiva e integrazione paesaggistica, utilizzando materiali naturali e sagomature dolci dove possibile. In alcuni punti, sono stati affiancati da scogliere e sistemazioni spondali che riducono l’erosione e migliorano la stabilità del terreno.
Questi interventi si inseriscono in una logica più ampia di gestione del rischio: non solo contrastare l’acqua nei momenti critici, ma anche accompagnarne il movimento, dando al fiume spazio per adattarsi. Così, sicurezza e funzionalità ecologica vanno di pari passo.
Lo sapevi che… con il cambiamento climatico le piene improvvise saranno probabilmente più frequenti? Per questo laddove non è possibile
dare più spazio al fiume le arginature sono strutture necessarie per la protezione contro le piene. Se realizzate in modo mosso anche le arginature possono fungere da habitat per diverse specie di flora e fauna, come ad esempio per la specie di biscia d’acqua presente nella zona (Natrix helvetica, vedi immagine).